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I maestri di Murano hanno sempre tratto ispirazione dalla natura e dall’ambiente lagunare, interpretando spontaneamente il vetro come acqua e aria. Come l’acqua, il vetro è limpido, fluido e trasparente, cattura e riflette la luce con la stessa intensità, sempre vivace, mai uguale a se stesso. Il tema proposto porta a considerazioni sull’acqua come fonte di vita, e rimanda d’istinto alle forme ataviche che da millenni vivono nelle profondità degli abissi marini – creature primitive, antiche, un microcosmo spesso invisibile a occhio nudo. Ma catturate nelle immagini di fotografi e scienziati, si rivelano di straordinaria bellezza, con una ricchezza di forme e di colori, una leggerezza e un’evanescenza che nascono dal loro fluttuare nell’ambiente liquido. Gelatinosi, traslucenti, luminescenti, dalle meduse al plancton, l’affinità con le forme del vetro veneziano si rivela sorprendente: sembrano fatti di cristallo, di vetri colorati o sfumati, costellati di foglia d’oro, filamenti di filigrana o murrine. Interpretandone le forme e le strutture, il progetto fa proprio le tecniche e le modalità dell’arte delle ‘perlere’ e della lavorazione a lume, reinterpretando il linguaggio e le dimensioni della perla veneziana, per creare un immaginario acquatico fatto di perle tradizionali ed elementi nuovi. Nella realizzazione, sono state applicate due tecniche della lavorazione a lume, la perla soffiata e la perla a pieno, per consentire lo sviluppo e l’assemblaggio dell’oggetto valorizzandone i volumi e i colori.

Olga Barmine
Murano glass masters have always drawn inspiration from nature and the lagoon around them, spontaneously interpreting glass as water and air. And like water, glass appears fluid, crystalline, it captures and reflects light with equal intensity, it is animated and constantly changing. The theme of “Water and Life” led to considerations about water as the very source of life, instinctively conjuring up the primeval life forms that for millennia have lived in the depths of the sea – primitive, ancient creatures, a microcosmos invisible to the naked eye. Yet captured in the images of marine photographers and scientists, they reveal extraordinary beauty, a richness of forms and colours, a lightness and evanescence enhanced by their fluctuating environment. Gelatinous, translucent or luminescent, jellyfish and plankton reveal a surprising affinity to Murano glass: their bodies like crystal, blue or opaline glass, speckled with what could be gold leaf, filaments of filigree or clusters of murrine. Interpreting their forms and structures, the project adopts the techniques of lamp work and glass bead art, pushing the language, the dimensions and the structure of Venetian beads to create an imaginary aquatic menagerie made of traditional beads and new modules. The cr eation of these pieces relied on two different lamp work techniques, the blown bead and the solid bead “a pieno”, making it possible to develop the object and to assemble it without lessening the impact of the volumes and colours.

   
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